Voucher Resto al Sud 2.0: come arrivare a 50.000 €

2 settembre 2026 · OPTA Consulting

Chi guarda per la prima volta a Resto al Sud 2.0 vede scritto "voucher fino a 50.000 €" e spesso lo legge come il massimo ottenibile in assoluto, quasi automatico. Non è così: la base del voucher è 40.000 €, e il tetto sale a 50.000 € solo se almeno il 20% del programma di investimento è dedicato a tecnologie digitali, innovazione, sostenibilità ambientale o risparmio energetico. Sotto quella soglia il voucher resta a 40.000 €. Sempre al 100% a fondo perduto, in entrambi i casi: cambia l'importo totale, non la percentuale coperta.

È una soglia quantitativa, scritta nel provvedimento, non un giudizio lasciato alla sensibilità di chi valuta la domanda. Si può calcolare prima di presentare la domanda se il programma di spesa che si sta costruendo porta al voucher pieno — e si può lavorare sul programma di spesa proprio per arrivarci.

La regola del 20%, e le quattro strade per raggiungerla

Rispetto alla misura gemella del Centro-Nord, a Resto al Sud 2.0 le categorie che fanno scattare il tetto massimo sono quattro, non tre: tecnologie digitali, innovazione, sostenibilità ambientale, risparmio energetico. È una quarta via in più — la sostenibilità ambientale — che apre margini interessanti a chi lavora su prodotto, packaging o materiali, oltre a chi investe solo in tecnologia.

Il provvedimento non allega un catalogo chiuso di beni ammessi: la valutazione è di Invitalia, in fase di istruttoria, sul programma di spesa nel suo complesso. Ma la logica cambia riconoscibilmente a seconda del tipo di attività. Chi avvia un'attività di turismo, accoglienza o ristorazione trova la quota utile in attrezzature di classe energetica elevata, in sistemi digitali di prenotazione e gestione ordini, ma anche in scelte di sostenibilità ambientale vere e proprie — materiali a basso impatto per gli arredi, packaging riciclabile o compostabile, gestione degli scarti. Chi lavora nell'industria o nell'artigianato trova margini più ampi in macchinari a controllo numerico e in impianti che riducono i consumi del ciclo produttivo. Chi opera nei servizi a persone e imprese ha come riferimento naturale software gestionali, siti e app, oltre a certificazioni ambientali o energetiche che il provvedimento cita esplicitamente tra le spese ammissibili. Chi trasforma prodotti agricoli, della pesca o dell'acquacoltura trova probabilmente la combinazione più naturale tra le quattro categorie: impianti a risparmio energetico, packaging sostenibile, tracciabilità digitale del prodotto.

Il filo comune resta lo stesso di ogni valutazione di questo tipo: non basta che il bene "esista" nel programma di spesa, deve introdurre davvero tecnologia, innovazione, sostenibilità ambientale o un risparmio energetico misurabile rispetto a un'alternativa standard, ed essere descritto in modo che questo risulti con chiarezza.

Cosa copre il voucher, e cosa resta fuori in ogni caso

Che si arrivi a 40.000 € o a 50.000 €, il voucher di Resto al Sud 2.0 finanzia: macchinari, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica; software, siti web, app e servizi digitali; marchi, visual brand e comunicazione digitale; consulenze tecnico-specialistiche da enti del Terzo settore, nel limite del 30% della spesa; prototipi, testing e certificazioni ambientali ed energetiche. Restano sempre fuori, con il voucher: immobili e terreni, consulenze legali e fiscali, personale e materie prime, utenze e affitti, pubblicità tradizionale, veicoli salvo rari casi.

Le opere edili di ristrutturazione, in particolare, non rientrano mai nel voucher: sono ammesse — fino al 50% della spesa — solo nel progetto di investimento, l'altra strada prevista dalla misura, che copre programmi fino a 200.000 € con un fondo perduto del 75% fino a 120.000 € e del 70% sopra quella soglia. Su un investimento di 100.000 €, per fare un esempio concreto, il contributo arriva a 75.000 € e 25.000 € restano a carico dell'impresa.

Come si costruisce, in pratica, il programma di spesa che arriva a 50.000 €

Il programma di spesa si scrive in fase di compilazione della domanda, voce per voce, sui preventivi reali dei fornitori. Arrivare al voucher maggiorato si prepara prima dell'invio, non dopo: si raccolgono per tempo i preventivi dei beni che possono qualificarsi in una delle quattro categorie, li si descrive con precisione — una voce vaga si traduce più facilmente, in istruttoria, in una richiesta di chiarimenti che in un riconoscimento pieno — e si verifica che il loro valore complessivo arrivi almeno al 20% del totale del programma. Sotto quella soglia, anche con investimenti validi, il voucher resta a 40.000 €.

Vale una regola senza eccezioni, per il voucher come per il progetto di investimento: le spese ammesse sono solo quelle sostenute dopo la presentazione della domanda, e vanno completate entro 9 mesi (prorogabili a 12) nel caso del voucher. Un acquisto anticipato non è recuperabile in alcun modo.

A chi si rivolge Resto al Sud 2.0

La misura è per i giovani tra i 18 e i 35 anni non compiuti del Mezzogiorno — Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna — che vogliono avviare un'attività autonoma, imprenditoriale o professionale, e che si trovano in almeno una di queste condizioni: disoccupazione, inoccupazione o inattività (bastano anche pochi giorni di disoccupazione, e sono ammessi i cosiddetti working poor, dipendenti fino a 8.500 €/anno o autonomi fino a 5.500 €); una condizione di fragilità o marginalità sociale prevista dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027; oppure l'iscrizione al programma GOL. Sono ammesse anche società con soci privi dei requisiti, a condizione che il controllo dell'impresa — almeno il 50% più uno — resti ai giovani in possesso dei requisiti per almeno tre anni dopo la fine del progetto. È una misura a sportello, senza scadenza fissa: conta la sede operativa, non la residenza, e conta l'ordine di arrivo delle domande.

Costruire da soli il programma di spesa o farsi seguire?

La soglia del 20% è semplice da enunciare, meno da centrare senza sbagliare: capire quali voci del proprio progetto rientrano davvero tra tecnologie digitali, innovazione, sostenibilità ambientale o risparmio energetico, calibrare gli importi sui preventivi giusti e descrivere ogni voce in modo che regga in istruttoria è un lavoro che richiede di conoscere bene sia il progetto sia il modo in cui Invitalia lo legge. È il lavoro che facciamo con chi seguiamo su Resto al Sud 2.0: analizziamo il programma di spesa fin dalla fase di prefattibilità, individuiamo dove si trova concretamente la quota che sposta il voucher da 40.000 a 50.000 €, e costruiamo la domanda in modo che quella soglia sia raggiunta con voci solide, non forzate.

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